Ba ba baciami a Sanremo

bacio baglioni-bertè

E’ finito il 69esimo Festival della canzone italiana. I pronostici erano quelli di un’edizione di Sanremo armonica, in cui la politica doveva essere parzialmente – o del tutto –  esclusa per lasciare spazio alla sola musica, ma in realtà è finita con l’amaro in bocca.

E’ stato un bel Festival. C’è chi l’ha reputato noioso, chi ha detto che doveva essere il Festival del cambiamento ma che non lo è stato, chi ha parlato di Baglioni & Friends. Tanti i commenti ma pochi – e certi –  sono alcuni dati. Quest’anno Sanremo è stato seguito dai giovani (in particolare sui social) e – altro punto da non sottovalutare – i tre finalisti: il Volo, Ultimo e Mahmood sono tutti under 30. Mahmood ha vinto con Soldi e le polemiche sono nate proprio per questo. Bella canzone a parte, il voto del pubblico voleva Ultimo vincitore, mentre la giuria di esperti e la sala stampa dell’Ariston hanno preferito il ragazzo di Gratosoglio. L’humus politico che si era cercato di tenere a bada durante la trasmissione si è risollevato in un colpo solo sulla parola fine. Ciliegina sulla torta di una settimana che non era riuscita a smuovere troppe polemiche.

Ma fin qui non si è parlato di baci. Tra le cose notabili delle serate del Festival c’è un bacio tra il padrone di casa – nonché direttore/dirottatore artistico – Claudio Baglioni e la regina del punk italiano Loredana Bertè. Capello blu, rossetto fucsia e gambe vertiginose (a 68 anni) erano solo la cornice. Cosa ti aspetti da me è stata un successo. Standing ovation per ogni esibizione del Festival, in particolare per la serata dei duetti –  il venerdì con Irene Grandi – che le ha riservato una platea dell’Ariston tutta in piedi ad applaudirla. Al momento della tradizionale consegna dei fiori sanremesi rivolta alle cantanti Baglioni si è fatto prendere dall’entusiasmo – e dall’amicizia – e le ha dato un bacio. Un grazie per l’esibizione, un riconoscimento per la sua grinta e la sua bravura: meglio un bacio di una pacca sulla spalla. Delicato e deciso come la Bertè al suo undicesimo Festival di Sanremo. E con gli occhi chiusi.

Superato questo momento romantico è doveroso ricordare una canzone italiana vintage -1940- che spesso viene ricordata per la versione del Quartetto Cetra – citato più volte dai presentatori di questo Festival- che in realtà è di Alberto Rabagliati. Dare a Cesare quel che è di Cesare: magari anche un bacio.

Ba ba baciami piccina ed è subito amarcord.

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