Bisous qui te fon voler: volo pagato a baci

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Baci ad altissima quota. La compagnia aerea spagnola Vueling, grata di aver accompagnato più di 20 milioni di innamorati dalla romantica Parigi alla capitale catalana, ha deciso di decollare un’altra volta verso Barcellona. Documenti e carta d’imbarco sono passati in secondo piano, a bordo erano ammessi solo baci. Dopo aver lanciato un concorso sui social in cui era necessario condividere un bacio con l’hasthtag #vuelingAimeParis sono state scelte le 35 coppie che ieri sera sono atterrate sul suolo spagnolo.

Nessuna discriminazione, ogni bacio ammesso.

Strategie di marketing -geniali- a parte, il bacio ribadisce ancora una volta la sua natura comunicativa. Protagonista di emozioni, nel volo carico di parigini si percepiva solo una meravigliosa gioia.

L’AMOUR PEUT FAIRE VOLER UN AVION!”

 

Un bacio illuminato

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Il bacio si intravede appena. Le figure dei due amanti sono totalmente offuscate dalle cascate di luci che li avvolgono.

A Hong Kong è appena cominciato il festival “Symphony of Lights”: per oltre 4 mesi Victoria Harbour, il porto naturale che affaccia sul mar cinese meridionale, ospiterà 18 istallazioni luminose provenienti da tutto il mondo. Nato più di 10 anni fa, il festival è diventato uno dei simboli di Hong Kong. Dai grattacieli fluorescenti ai cubi multicolore: i giochi di ombre e chiari scuri danno vita a una vera e propria sinfonia di colori.

Il protagonista di quest’immagine è il tunnel della luce. Dei due ragazzi non sappiamo il nome, né la provenienza. Riusciamo a immaginare, però, il sentimento che li lega. Questo bacio è il bacio di chi si è cercato per tanto tempo e poi, alla fine, si è trovato. È il bacio che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha desiderato ricevere o dare. Per una causa fortuita o, probabilmente grazie alla bravura del fotografo, i due innamorati sono esattamente al centro dell’immagine: la  luce che li avvolge sembra provenire dal loro abbraccio.

Questo bacio è un bacio che restituisce nitidamente, più di quanto le parole riescono, la potenza di quel sentimento così inflazionato che è l’amore.

Scritto da Laura Iazzetti

 

Un addio, con un bacio

Bernardo Bertolucci è morto. Aveva 77 anni, una vita carica di successi cinematografici, amicizie e pure una censura. Allievo di Pasolini e ritenuto un maestro della settima arte, amava viaggiare e Via col Vento. 

Una manciata di parole non basta a descrivere l’impronta lasciata dal regista parmense, ma le parole di chi lo ha conosciuto possono aiutare nell’impresa.

«Quando si perdono delle personalità e degli artisti come Pier Paolo Pasolini, Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci, – che lo si voglia o non lo si voglia – diventiamo tutti più poveri» ha detto Stefania Sandrelli, attrice e amica del regista, prima di entrare alla camera ardente a lui dedicata in Campidoglio. Poi ha lasciato una lettera in cui lo ha ringraziato per essere stato così speciale:

«spero di incontrarti ancora e di fare un altro film insieme. Un lungo bacio».

Un segno della croce e un bacio, un addio.

Il bacio dato con la mano – o con il soffio – è un gesto tipicamente femminile. Sensuale, civettuolo e ironico rimanda alle attrici del cinema bianco e nero. Come una freccia scoccata da Apollo o come in questo caso, un delicato saluto ad una persona che ormai è già troppo lontana.

Sandrelli a Bertolucci

 

Juncker e Barnier

Il rapporto di amore-odio che lega queste due importanti personalità dello scacchiere europeo, è noto a molti. Jean-Claude Juncker, 63 anni, è un politico e avvocato lussemburghese ma soprattutto, dal 1 novembre 2014 è presidente della Commissione europea. Durante quelle elezioni (a marzo 2014), prevalse proprio su Michel Barnier. Quest’ultimo, francese, con 67 Natali di esperienza, si è sempre dedicato alla politica e dal 2009 è membro della Commissione europea.

Il 17 febbraio 2015 Juncker nominò Barnier come consigliere speciale per la politica europea di sicurezza e di difesa mentre il 27 luglio 2017 lo nominò responsabile dell’esecutivo europeo per il negoziato dell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Scegliere proprio un francese per questo incarico non fu letto come una casualità. Gli inglesi espressero chiaramente fin dai primi momenti la loro ostilità verso questa nomina. Barnier infatti era criticato per un eccesso di regolamentazione dei mercati inglesi, e non era il favorito per la sua posizione da commissario. L’ennesima “gatta da pelare” tra inglesi e francesi, vicini di casa che come insegna la storia, sono stati spesso in contrasto.

Barnier accettò la sfida, e con pazienza continuò l’intricata trattativa del divorzio tra Gran Bretagna ed Europa. Nella giornata di ieri, 25 novembre, qualcosa è cambiato: i 27 leader dell’UE hanno trovato l’accordo.

Juncker non ha nascosto la sua tristezza, ma l’ha definito “Il miglior accordo possibile”. Un’evidente dichiarazione di stima verso il lavoro del collega francese, che ha sua volta ha dichiarato: “Ora è giunto il momento che ognuno si assuma le sue responsabilità, resteremo partner, alleati e amici con Londra”.

Un quadretto idilliaco che però ha ancora parecchia strada da fare, nel frattempo  Juncker e Bernier hanno fissato la loro “presunta” pace.

Stretta di mano? No, bacio.

Juncker e Barnier

 

Piccoli baci

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Questi sono Alberto e Silvia in un caldo pomeriggio d’estate a Sirmione, sul Lago di Garda (Brescia).

Due anni e tre quarti lui mentre il cappellino di Silvia (e la collana) denotano la sua maggiore età, tre anni compiuti. Correva l’anno della caduta del muro, quello tedesco.

Cercare di rispondere alla domanda: perché due bambini si baciano? E’ molto difficile.

Freud per esempio, parla di attenzione verso il diverso, come se si trattasse di un interesse innato nel bambino. Avvicinarsi e avere un contatto con il sesso opposto è pura curiosità, scoperta.

Il contatto in una zona erogena quale le labbra, risulta poi essere piacevole e rimanda alla figura materna, come un’epifania della suzione al seno.

I genitori sono il primo esempio del gesto, e il bambino non sente malizia, solo un puro genuino piacere.

Alberto e Silvia non sono mai stati insieme. Lui non ha ancora trovato la sua anima gemella, lei è già mamma. 

 

Che cos’è un bacio?

Un bacio è un gesto semplice, naturale, quasi innato.

Il bacio è una forma di comunicazione pura, un simbolo. È espressione diretta della società che lo circonda ed è impermeabile alla storia. In ogni bacio c’è una dichiarazione d’amore, una guerra, un patto, un tradimento, un rito, una morte, un riscatto. Il bacio suggella un inizio e segna una fine, un saluto. Darsi un bacio è una necessità, un divieto, un sogno. La sua segretezza lo rende erotico, affascinante e privato.

Descriverne tutti i colori sarà il mio obiettivo.

Come una piccola cultura di quel preciso istante, ogni settimana un bacio, un racconto, un messaggio, qualcuno.

Cercherò di fissarlo con qualche parola, la fotografia e un pizzico di voyeurismo.

 

bacio magritteRenè Magritte, Les Amants, 1928, olio su tela, MoMa, NY